Pignarûl o il grande falò della Befana

In Friuli Venezia Giulia un antico rito di origine celtica celebra i giorni dell’Epifania

Eventi
TOP-befana

Riunirsi intorno al fuoco per raccontare storie, bere un sorso di vino e gettare lo sguardo aldilà delle fiamme, per scorgere presagi sui giorni che verranno e la vita che ci attende. È così che, fin da tempo immemore, le comunità friulane usano fare, in occasione dell’Epifania, con il pignarûl. Questi grandi falò, che solitamente vengono accesi nei primi giorni dell’anno, hanno un’antica valenza simbolica. Già rito celtico poi mutuato in epoca cristiana, i fuochi non erano altro che una cerimonia di purificazione, attraverso cui tutto ciò che era vecchio veniva bruciato e si salutava con spiriti ardenti il nuovo anno appena iniziato.

Ancora oggi in numerosi paesi e borghi friulani migliaia di abitanti, ma anche turisti, si raccolgono intorno a questi grandi falò per condividere un bicchiere di vin brûlé, qualche dolce locale e cantare tutti insieme una vecchia canzone. I più superstiziosi non mancheranno poi di prestare attenzione alla direzione del fumo che, grazie all’interpretazione degli anziani, potrà dare indicazioni sul prossimo futuro.

Per chi vuole assistere ad uno di questi spettacolari fuochi friulani, consigliamo il Pignarûl Grant di Tarcento, che è quello principale da cui poi prendono ad ardere i falò di tutta la Conca Tarcentina. Si comincia il 5 gennaio al tramonto quando gli uomini che si occupano di allestire cataste e pire, ovvero i Pignarulârs, ricevono il fuoco dal Vecchio venerando per poi muoversi in fiaccolata per le vie della città. A seguire parte la corsa dei carri infuocati che vede le borgate sfidarsi per la conquista del Palio dei Pignarulârs. Le celebrazioni si concludono in grande, il pomeriggio della Befana, con l’accensione del grande Pignarûl a cui seguono quelli più piccoli della conca e dell’intera Regione.

5 Gennaio 2018