Jota, una zuppa per scaldare l’inverno

Come preparare la classica ricetta triestina a base di crauti e fagioli

Cucina

Non c’è nulla di meglio che affrontare gli ultimi freddi di stagione gustando una zuppa fatta in casa, di quelle da portare in tavola ancora fumante e condividere in compagnia tra una chiacchiera e un sorso di vino. In questo la tradizione enogastronomica della nostra regione è un pozzo delle meraviglie, da cui attingere a piene mani. Prendiamo ad esempio uno dei simboli della cucina povera istriana, un piatto frutto di quell’arte del recupero che ha saputo creare piatti memorabili: la Jota. Con qualche parte di maiale avanzata, un po’ di fagioli, cavolo cappuccio fermentato e patate, i nostri avi si sono inventati una zuppa che, nella sua semplicità, ha conquistato generazioni, tanto che ormai viene servita non solo in casa, ma anche nei migliori ristoranti del Friuli Venezia Giulia.

Ricetta per 4 persone

Ingredienti
500 gr crauti acidi
300 gr di fagioli
300 gr di costine di maiale affumicate o osso di prosciutto
3 patate
2 foglie di alloro
4 spicchi di aglio
2 cucchiai di farina
un pizzico di cumino
olio q.b.
sale q.b.
pepe q.b.

Preparazione
Prendete i fagioli che avrete già precedentemente ammollato, le costine o l’osso di prosciutto, le patate tagliate a cubetti, l’alloro e fate bollire nell’acqua dolcemente. Nel frattempo in un’altra pentola rosolate un paio di spicchi d’aglio nell’olio, unite i crauti acidi, il cumino, un pizzico di sale e pepe, coprite con acqua e lasciate cuocere per una mezz’ora a fuoco basso. Quando fagioli e patate si saranno ammorbiditi, toglieteli dal fuoco, prendetene circa la metà e passateli fino ad ottenere una crema omogenea. A parte soffriggete dell’olio con il restante aglio, unite la farina e amalgamate facendo attenzione che non si formino dei grumi. Ora è il momento di ricomporre il tutto: la crema, i fagioli rimasti, i crauti e il soffritto. Aggiustate di sale e pepe, fate bollire e poi servite. Se volete che la Jota risulti ancora più gustosa, lasciate riposare per un paio d’ore prima di portare in tavola.

23 Febbraio 2018